antonino di girolamo  
 
antonino di girolamo
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İtalya
Italia
 
di girolamo Web Site
antonino di girolamo  (   İtalya )  
Girolamo (di) o Geronimo (di).

Godette nobiltà in Lentini ed in Mazzara, possedette i feudi di Sabuci, li Muni o Limone, il salto di Balchino. Un Antonino, con privilegio dato a 18 decembre 1624 esecutoriato a 30 giugno 1630, ottenne il titolo di Don; un barone Biagio fu proconservatore in Lentini

1772-1778; un barone Gaetano tenne la stessa carica 1786-1802 ed egli stesso nel 1789-90 tenne, in detta città, la carica di capitano di giustizia; un barone Vincenzo, dottore in leggi, fu proconservatore in Lentini, 1803. Un Francesco Di Girolamo e Marsiglia fu giurato nobile di Mazzara nel 1794-95 e capitano di giustizia nel 1800-1801.

Arma: d’oro, alla croce traversa di nero.
antonino di girolamo  (   İtalya )  
Vassallo.

Pretende discendere dai Paleologo, che tennero l’impero di Costantinopoli e si vuole che abbia assunto il cognome Vassallo nel passaggio che alcuni membri della famiglia fecero in Italia. Pare che sia venuta due volte in Sicilia, prima ai tempi di Federico II d’Aragona; poscia sotto Alfonso, in persona di un Nicolò, che, si dice, sia stato conservatore d’armi di detto re. Notiamo un Vassallo, figlio di Giacomo de Vassallo, da Noto, notato dal Muscia come possessore di Bavuso nell’anno 1296; un Giovanni giurato di Siracusa negli anni 1403-4, 1406-7; un Giovanni Antonio, che tenne la stessa carica in detta città negli anni 1517-18, 1526-27; un Stefano senatore di Palermo negli anni 1525-26, 1529-30, 1533; un Giovan Matteo, che tenne la stessa carica in detta città nell’anno 1536-37; un Ludovico governatore del Monte di Pietà di Palermo negli anni 1611-12, 1612-13, governatore della Tavola nel 1616 e senatore nel 1615-16; un Tommaso, che tenne quest’ultima carica negli anni 1648-49, 1650-51, 1661-62; un Antonino che la tenne nel 1651-52; un Luigi che, con privilegio dato a 3 settembre 1670, ottenne concessione del titolo di barone di San Bartolomeo; un Ignazio Vassallo e Bellacera che fu senatore in Palermo negli anni 1716-17, 1725-26, 1733-34-35, 1739-40-41, 1742-43, 1747-48 e 1749-50-51; un Bartolomeo che tenne detta carica negli anni 1756-57-58, 1762-63, 1765-66, 1768-69, 1775-76 e fu governatore della Tavola nell’anno 1785; un Nicolò che, con privilegio dato a 3 marzo 1778, ottenne concessione del titolo di barone di Lago di Scicli; un Ignazio che fu senatore in Palermo nel 1824. La nobiltà di questa famiglia venne anche riconosciuta dalla reale commissione dei titoli con deliberazione del 27 agosto 1838.

Arma: troncato: nel primo d’azzurro, alla croce d’oro, caricata nel capo del monogramma costantiniano di rosso, ed accompagnata in punta da due mezze lune montanti d’argento; nel secondo d’azzurro, al leone accompagnato in punta da due gigli ed una sbarra attraversante, il tutto d’oro; colla bordatura d’oro caricata da quattro castelli di rosso cimati da una banderuola dello stesso, svolazzante a destra e il motto IN HOC SIGNO VINCES, posto in cinta.
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